
Breve Biografia di Padre Cornelio Fabro
P. Cornelio nacque il 24 agosto 1911 a Flumignano.
Fino al quinto anno fu affetto da impotenza motoria, che gli imped� di parlare e camminare. Si esprimeva a segni, perch� sebbene non potesse parlare, riusciva a capire. Ad aggravare il suo stato si aggiunse una tremenda anoressia con rifiuto del cibo e pianto continuo. Riusciti vani tutti i tentativi di cura, il p. Guardiano dei Cappuccini ebbe l�ispirazione di inviarlo al Santuario della Madonna delle Grazie in Udine. Appena la madre con slancio di fede pos� il figlioletto sull�altare della Vergine, il bambino smise di piangere e fece un ampio sorriso. Era guarito.
A quattro anni non ancora compiuti � colto da tifo nero e giunge agli estremi. Provvidenzialmente arriva in paese una compagnia di artiglieri con il medico, il quale prepara un infuso e glielo applica. Al mattino il malatino � sfebbrato e fuori pericolo.
Nell�estate del 1915 � colpito da una dolorosissima mastoidite. Verr� operato nell�ospedale di Udine, dove rimarr� degente fino alla primavera del 1916. Impossibilitato a frequentare le elementari, apprende i primi elementi, stando a casa, dal fratello maggiore. Solo in terza riesce ad andare regolarmente alla scuola del paese. Per frequentare la quarta deve portarsi a piedi quotidianamente a Talmassons, e riesce a primeggiare su tutti i suoi compagni.
Il 27 ottobre 1922, saltando la quinta elementare, parte per la Scuola Apostolica Bertoni degli Stimmatini alla SS. Trinit� di Verona, dove riceve una formazione solida, austera, come era d'uso in quei tempi.
Il 1 novembre 1927 entra in noviziato, sotto la guida del supplente padre maestro d. Paolo Zanini (1901-1970), sacerdote intelligente, volitivo, appassionato dell�ideale bertoniano, che aveva trovato modo di influire spiritualmente anche su alcuni compagni della Cattolica di Milano, tra i quali il futuro cardinal Angelo Dell�Acqua, che gliene serb� sempre gratissima memoria.
Pronunciati i voti religiosi il 2 novembre 1928, inizia la prima Liceo e gli ordinari corsi di filosofia, all�interno della Scuola Apostolica. � rimasta di questo primo anno di professione una sua predica d�esercitazione sul Ven. Bertoni, che svela gi� nel diciottenne oratore delle capacit� riflessive rilevanti.
Finito con grande plauso la prima liceo, i superiori lo destinano a continuare gli studi a Roma. In agosto si porta presso il santuario mariano di Ortonovo (La Spezia) per completare privatamente gli studi liceali, in un ambiente riposante. Poi all�inizio dell�anno scolastico si porta nella casa romana di S. Agata de� Goti in Via Mazzarino, sede della Curia Generalizia e del Collegio Internazionale degli Stimmatini.
P. Cornelio Fabro frequenta l�Universit� Lateranense e nel 1931, appena ventenne, consegue la laurea in filosofia con la tesi La soggettivit� del principio di causa e la critica di David Hume.
Il 20 dicembre 1934, al Palazzo della Cancelleria gli viene conferito dalla
Pontificia Accademia Romana di S. Tommaso d�Aquino il primo premio nel concorso per una monografia su Il principio di causalit�, origine psicologica, formulazione filosofica, valore necessario ed universale. Ne parl� ampiamente L�Osservatore Romano nel numero del 22 dicembre.
L�8 settembre 1934, il Fabro si era trasferito alla casa di S. Croce in via Flaminia, destinato come organista della chiesa.
Il ritorno a S. Agata si verifica in occasione della sua ordinazione, come si legge ne Il Bertoniano: �Il fatto pi� saliente, pi� interessante per la nostra cronaca avvenne il primo mese del periodo (aprile-giugno 1935), il giorno 20 aprile, sabato santo, con l�ordinazione sacerdotale (in S. Giovanni in Laterano) del nostro d. Cornelio Fabro appartenente allora nuovamente di diritto e di fatto alla casa di S. Agata.
La prima Messa solenne la celebr� al paese solo il 29 giugno, festa dei SS. Pietro e Paolo, rivedendo per la prima volta il suo nativo Flumignano dopo tredici anni di assenza
Rientrato a Roma si licenzi�, il 7 luglio, in teologia a pieni voti (summa cum laude). Durante l�estate si port� col prof. Giuseppe Reverberi, gi� suo insegnante al Laterano, alla Stazione zoologica di Napoli per lo studio dei problemi fondamentali e degli stretti rapporti fra biologia e filosofia. Nel 1935-36 figurer� iscritto al secondo corso di Scienze Naturali all�Universit� di Padova, e nel 1937-38 al terzo anno in quella di Roma.
A met� ottobre 1935 p. Fabro � a Verona per iniziare l�insegnamento della filosofia ai chierici dell�Istituto stimmatino. La Scuola Apostolica Bertoni era allora nel massimo suo fiore.
All�inizio dell�anno scolastico 1936-37 p. Fabro, non solo frequentava il quinto anno di Teologia all�Angelicum, ma faceva da assistente del prof. Reverberi nell�insegnamento di psicologia sperimentale e biologia al Seminario Romano.
Contemporaneamente si dedicava alla stesura della tesi sul principio di partecipazione secondo s. Tommaso d�Aquino.
Il 30 ottobre 1937 si laure� con summa cum laude.
Fin dal 1935 sul Bollettino Filosofico dell�Ateneo Lateranense (n� 1, 45-55) aveva pubblicato il suo primo articolo: Avicenna e la conoscenza divina dei particolari.
Nel 1936 sulla Rivista di filosofia neoscolastica (n� 2, 101-141) il suo studio: La difesa critica del principio di causa, che ebbe la recensione di L. B. Geiger sul Bulletin Thomiste (gennaio-marzo 1938, 401). Il dotto domenicano concludeva che le righe del p. Fabro �portent la marque d�un esprit philosophique authentique�. Ma siamo appena agli albori.
Nel 1938 viene nominato Professore Incaricato della Cattedra di Biologia anche nel Pontificio Ateneo Urbano di Propaganda Fide.
Nel 1939 esce la sua tesi di laurea: La nozione metafisica di partecipazione secondo san Tommaso d�Aquino - Saggio d�introduzione analitica al pensiero tomista, Milano, �Vita e Pensiero�. Mons. Olgiati congratulandosi con l�autore defin� l�opera �un lavoro splendido�. E mons. Martino Grabmann di Monaco scriveva a p. Fabro: �Gi� da una prima ripassata mi convinsi della vostra straordinaria familiarit� coi testi di san Tommaso da tutte le sue opere ed in ispecie dai commenti su Aristotele. Mi rallegro poi dell�eccellente maniera con cui nella vostra opera sapete unire la profondit� della speculazione con una esatta metodica trattazione storica� (Il Bertoniano, n� 2, 1 giugno 1939, 288).
Intanto il p. Fabro si afferma anche come buon oratore e viene richiesto da varie parti. In occasione del 50� di Messa dell�ex Superiore Generale degli Stimmatini, p. Giovanni Battista Tomasi, fu p. Cornelio a tessergli il discorso gratulatorio nella Messa celebrata solennemente a Sant�Agata.
P. Fabro dall�8 agosto 1949 era passato direttore della Comunit� di Santa Croce al Flaminio, composta da undici sacerdoti e tre fratelli laici, che avevano in cura la grossa parrocchia (circa 40 mila anime) retta ancora dal santo d. Emilio Recchia. Per alleggerirgli il compito di direttore e poter attendere agli studi furono concessi ampi poteri al padre vicario.
Il 13 dicembre 1950, p. Fabro �tiene la sua prima lezione come Libero Docente all�Universit� di Roma. Contro ogni aspettativa e ogni tentativo poco simpatico -si legge nella cronaca della casa- sono ad ascoltarlo un bel numero di uditori che rimangono pienamente soddisfatti e ammirati del suo sapere� (Il Bertoniano, n� 1, 1950, 165).
� cosa ardua ora seguirlo in tutti i suoi impegni e viaggi, anche all�estero, in Argentina e Cile, per Congressi di filosofia. Ovunque � richiesto e accolto con grande stima.
Nel 1954 � vincitore della Cattedra di Filosofia teoretica presso l�Universit� di Napoli e diventa Straordinario di Filosofia teoretica e direttore dell�istituto Universitario di Magistero �Maria SS. Assunta� di Roma.
Nel 1956 si porta a Milano, con ben 68 casse di libri, per insegnare all�Universit� Cattolica del Sacro Cuore, dove � promosso Professore Ordinario di Ruolo (1957).
Nel 1958 rientra a Roma. Nella Cronaca di S. Croce si legge: �Arriva p. Fabro che riprende l�insegnamento lasciato due anni fa al Maria Assunta; anche in parrocchia il suo alto Ministero far� tanto del bene� (Il Bertoniano, n� 3, 1958, 91).
Il Sommo Pontefice Giovanni XXIII, ammirato discepolo del padre stimmatino, alla pubblicazione del primo volume De Deo Uno (Roma 1962) ebbe la degnazione di inviare una sua lettera di congratulazione al Rettore della Pontificia Universit� Lateranense, che aveva promosso l�impresa, dicendo: �suave est meminisse Nos, adulescentia florentibus annis, in Pontificio Seminario Romano eum [p. Tabarelli] audivisse, magistrum sincera pietate sanaque doctrina eximium, ubertate et copia scientiae pectabilem�.
Mor� il 4 maggio 1995.
Biografia tratta da www.corneliofabro.org.
Si ringrazia il Progetto Culturale Cornelio Fabro per averci concesso la libert� di utilizzare i testi di tale sito.
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